lunedì 17 ottobre 2016

Al Sud più italiani che stranieri nei centri Caritas

Il vecchio modello italiano di povertà, che vedeva gli anziani più indigenti, non è più valido: oggi i più indigenti sono i giovani

Sono soprattutto gli stranieri a chiedere aiuto ai Centri di Ascolto della Caritas, ma per la prima volta, nel 2015, al Sud la percentuale degli italiani ha superato quella degli immigrati. È una delle novità del Rapporto 2016 della Caritas sulla povertà. Se a livello nazionale il peso degli stranieri continua a essere maggioritario (57,2%), nel Mezzogiorno gli italiani hanno fatto il sorpasso e sono al 66,6%.  

POVERTÀ ESPLOSA DALL’INIZIO DELLA CRISI, NEL 2015 4,6 MILIONI (+7,6%)  

In ogni caso, dice il rapporto della Caritas, la povertà in italia è esplosa e attraversa l’intera società. Dall’inizio della crisi ad oggi la povertà assoluta, ovvero la condizione di coloro che non hanno le risorse economiche necessarie per vivere in maniera minimamente accettabile, è aumentata da 1,8 milioni di persone povere nel 2007 (il 3,1% del totale) a 4,6 milioni del 2015 (il 7,6%). Negli anni scorsi, la povertà assoluta -spiega la Caritas- ha confermato il suo radicamento in quei segmenti della popolazione in cui già in passato era più presente (il Sud, le famiglie con anziani, i nuclei con almeno 3 figli minori e quelli senza componenti occupati) ma è anche notevolmente cresciuta in altri, prima ritenuti meno vulnerabili: il centro-nord, le famiglie giovani, i nuclei con 1 o 2 figli minori e quelli con componenti occupati. Il risultato è che la presenza quantitativamente significativa dell’indigenza tocca oggi l’intera società italiana e non è più circoscritta solo ad alcune sue componenti. 

FONTE: lastampa.it