lunedì 31 ottobre 2016

Terremoto, la notte degli sfollati: fuga dai crolli


Migliaia di sfollati dopo il forte terremoto di magnitudo 6.5 che domenica mattina alle 7.40 ha devastato di nuovo il centro Italia. Si è trattato del sisma più violento dal 1980, quando fu colpita l'Irpinia. Vicino a Norcia in provincia di Perugia l'epicentro. La popolazione colpita tra Umbria, Marche e Lazio ha trascorso la notte in auto o nelle strutture di accoglienza. Dopo la prima, forte, di ieri mattina sono state registrate oltre 700 scosse dalla rete sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Paura anche stanotte: la scosse più forte, di magnitudo 4.2, è stata registrata alle 2:27 di stanotte dai sismografi. Oltre 15mila le persone assistite dalla protezione civile.
Il premier Matteo Renzi assicura che tutti i borghi che «sono l'identità italiana» verranno ricostruiti «presto e bene». «A regola d'arte. Con il controllo dell'opinione pubblica e di tutti i cittadini. Non va sprecato nemmeno un centesimo e dobbiamo dimostrare chi siamo: persone che, a differenza di alcune vicende del passato - scrive Matteo Renzi nella sua newsletter - sanno fare opere pubbliche senza sprechi e senza ladri».

Sono i numeri a spiegare la portata di questa tragedia. Trentamila sfollati. Quasi quarantamila se nel conto si mettono anche quelli delle scosse dei terremoti del 24 agosto e del 26 ottobre. Almeno cento comuni in cui ci sono state segnalazioni di crolli solo nelle Marche, che da conta 25 mila persone rimaste senza casa. Colpite anche città con 20mila abitanti come Tolentino e San Severino, interessato un territorio che complessivamente conta 100mila residenti. Una ventina di feriti di cui la maggior parte in Umbria.

Prosegue intanto il lavoro della Protezione civile e degli altri soccorritori impegnati sul campo. Al momento sono oltre quindicimila le persone assistite dalla Protezione civile: oltre cinquecento sono accolte in strutture alberghiere nell'area del Trasimeno e oltre quattromila negli alberghi sulla costa adriatica. A queste si aggiungono circa tremila persone in Umbria e altre settemila nelle Marche ospitate in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale. In Umbria verranno allestite anche tende collettive per consentire agli sfollati di trascorrere le prossime notti in condizioni, seppur precarie, di sicurezza.

Centinaia richieste di verifiche in provincia di Ancona mentre a Teramo è stato sgomberato l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale (Izs) per crepe in alcune palazzine della struttura. Situazione della viabilità ancora difficile nelle zone
terremotate con strade chiuse per frane e altre regolate con sensi unici alternati. Completata invece la rialimentazione di tutte le forniture elettriche nelle zone agibili, sia a Norcia sia a Cascia, dove erano rimaste le ultime utenze disalimentate.

Senza sosta intanto l'attività dei soccorritori a Norcia. In città stanno affluendo personale e materiali come coperte, viveri e bagni chimici. In volo anche gli elicotteri di vigili del fuoco e delle altre forze di polizia. Tutto mentre continuano ad avvertirsi scosse di terremoto, anche intense.

«Ridateci le tende» è la richiesta che arriva dalla maggior parte degli abitanti di Norcia che hanno scelto di rimanere in città pur avendo le case inagibili o non potendo rientrare per la paura o perché all'interno della zona rossa. La Regione assicura comunque che già nelle prossime ore saranno montate tensostrutture collettive dove la comunità potrà passare la notte. «In modo che nessuno sia costretto a rimanere in auto» sottolineano. «Le tende non dovevano essere smontate» sostengono intanto quelli che si ritrovano per la colazione nella struttura antistante il palasport. «Non sono più "solo teli" come una volta - afferma Adolfo - ma ambienti confortevoli e riscaldati.
Possono permettere a chi rimane qui di affrontare meglio le difficoltà di queste ore».

Mentre l'Ue ha ribadito oggi di essere «pienamente pronta» ad aiutare la popolazione e le autorità italiane, continua senza sosta il lavoro dei soccorritori nelle zone colpite dal sisma. A Porto Sant'Elpidio (Fermo) continua a riempirsi l'hub di accoglienza e smistamento della Protezione civile organizzato nel centro turistico Holiday dove sono attesi nel pomeriggio altri pullman di sfollati marchigiani. In Umbria si stanno allestendo tende collettive che potranno ospitare alcune migliaia di persone, ferma restando l'opzione volontaria da parte dei cittadini di scegliere, per l'immediato, la sistemazione in alberghi o altre strutture ricettive. «Non c'è alcuna volontà di deportare la gente. Tempo pochi giorni e saranno di nuovo qui. Abbiamo solo bisogno di tempo per gestire l'emergenza» ha assicurato il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, in risposta ai tanti concittadini che stanno protestando in queste ore perché non vogliono spostarsi. A Teramo in duemila affollano i centri di accoglienza. Prioritaria resta per le istituzioni l'assistenza agli sfollati.

Quella in corso nelle zone colpite dal terremoto è «un'emergenza che si fa sempre più complessa, su quattro regioni, su un territorio che si allarga sempre di più», ha detto Titti Postiglione, della Protezione civile, sottolineando che si è in presenza di «situazioni differenziate», provocate da «un terremoto gravissimo e che si porta dietro la complessità di scosse precedenti, molto forti, devastanti, pesanti per i cittadini».

«È importante la ricognizione dei fabbisogni che sono differenziati. E per fabbisogni differenziati servono soluzioni differenziate», ha continuato Postiglione, sottolineando il tema «molto complesso», della viabilità («dobbiamo consentire ai soccorritori di operare in sicurezza e la caduta massi è un fenomeno molto frequente») e la situazione idrogeologica che tiene impegnati i tecnici, con particolare riferimento al fiume Nera, nei pressi di Visso. Completata invece la  rialimentazione di tutte le utenze elettriche e della telefonia.

Dopo il nuovo sisma che ha devastato il centro Italia, la Difesa ha messo a disposizione della Protezione Civile ulteriori uomini e assetti tecnici per fronteggiare l'emergenza: ad oggi sono presenti nelle aree colpite 1.237 militari e 334 mezzi di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri. Subito dopo il terremoto di ieri mattina la Difesa ha
rinforzato il dispositivo già schierato in seguito alle scosse del 24 agosto e del 26 ottobre. In particolare, sono stati
inviati dell'area dei comuni di Foligno, Rieti, Ancona, Cittareale, Camerino, Norcia, ulteriori 128 uomini dell'Esercito e dell'Aeronautica e 85 mezzi di varia tipologia fra cui veicoli speciali del Genio, cucine campali e una torre di controllo
mobile, per la gestione dello spazio aero. Aerei ed elicotteri, questi ultimi attrezzati con verricello e idonei al volo
notturno, sono stati schierati a Rieti e Cervia. E ancora: macchine movimento terra dell'Esercito a Visso, un assetto genio Pontieri, e 3 droni in attività su Ussita per ricognizione.

Oggi sono arrivate nelle zone colpite tre cucine da campo da 500 razioni ognuna e una cisterna carburante e due autobotti da 5.000 litri ciascuna di acqua potabile. Nella caserma dei Granatieri di Sardegna, a Spoleto, sono
stati resi disponibili 60 posti letto, mentre 500 coperte sono state fornite al comune di Ascoli per la distribuzione nelle
aree colpite. La Difesa ha inoltre reso disponibili a richiesta, ulteriori mezzi di supporto logistico e sanitario, tra cui 10
autobus, due auto cisterne, team di sostegno psicologico/psichiatrico, due elicotteri per attività di ricognizione ed evacuazione sanitaria e uno shelter medico. Ieri pomeriggio sono iniziati i lavori di costruzione di un bypass stradale di 600 metri presso le frazioni di Amatrice di San Lorenzo e Flaviano. 

FONTE:  ilmessaggero.it