mercoledì 21 dicembre 2016

L’Onu approva l’invio di osservatori ad Aleppo. L’Occidente salva la faccia

Cittadini siriani durante l’evacuazione di Aleppo (Ap)

La comunità internazionale ha trovato un primo accordo sulla guerra in Siria dopo cinque anni di conflitto, un primo passo dettato all'Occidente dalla necessità di salvare la faccia - dopo avere appoggiato per anni i ribelli jihadisti e l'abbattimento di Assad - e alla Russia dalla volontà di Putin di non apparire come il “macellaio di Aleppo”. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha votato all'unanimità, quindi anche con il parere favorevole della Russia, il dispiegamento di osservatori per verificare le operazioni di evacuazione da Aleppo Est. La risoluzione proposta dalla Francia ha accolto le modifiche proposte da Mosca. L'ambasciatore russo Vitaly Churkin aveva riferito che non avrebbe accettato la bozza francese a meno che non fossero introdotte modifiche ed aveva presentato un altro testo. Alla fine lo stesso Churkin ha parlato della messa a punto di un «buon testo».

In 5mila a bordo di 75 autobus hanno lasciato oggi Aleppo Est e tra questi 47 bambini provenienti da un orfanotrofio. In totale da giovedì scorso almeno in 14mila hanno lasciato la città, compresi 4 mila miliziani ribelli. Tutti questi avrebbero raggiunto l'area di Idlib ancora sotto il controllo della guerriglia anti-Assad. Ad Aleppo Est rimarrebbero da evacuare almeno altre 7 mila persone.
Avranno molto da fare gli osservatori, posto che arrivino in tempo. E magari riferire in maniera indipendente quanto è successo in questa città dove i bombardamenti indiscriminati dell'aviazione Assad e dei russi sono stati accompagnati dalle atrocità commesse dai gruppi jihadisti anti-regime che hanno tenuto in ostaggio migliaia di persone. Gli ex qaedisti di Jabhat Fateh al-Sham, fazione già nota come Fronte al-Nusra, oggi ha preso di mira i bus che evacuavano la popolazione sciita da al-Fuah, insieme a Kafriya uno dei due villaggi sciiti nella provincia di Idlib. L'uscita in sicurezza degli abitanti sciiti da entrambi i villaggi era la condizione imposta specificamente dall'Iran, insieme alla Russia alleato storico del regime di Assad, per accettare un accordo di cessate il fuoco.


FONTE: ilsole24ore.it